Household

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I comparti non alimentari sono i seguenti:

  • Elettronica di consumo
  • Abbigliamento e calzature
  • Articoli per lo sport
  • Tessile
  • Prodotti di profumeria
  • Prodotti di automedicazione
  • Bricolage
  • Prodotti di ottica
  • Cancelleria
  • Casalinghi
  • Giocattoli
  • Mobili e arredamento
  • Edutainment (libri non scolastici, homevideo, videogiochi, supporti musicali).

A partire dal primo semestre del 2017 l’economia italiana è ritornata a crescere dopo la lunga fase recessiva registrata negli anni precedenti: nel 2015 il prodotto interno lordo (Pil) è cresciuto dello 0,8% in termini reali.

La ripresa economica è stata trainata dall’aumento della domanda interna al netto delle scorte che, nel 2015, ha contribuito alla crescita del Pil per 0,7 punti percentuali, con un apporto prevalente della spesa delle famiglie rispetto a quella in beni capitali. L’apporto leggermente negativo della domanda estera netta è stato determinato sia dal marcato aumento delle importazioni registrato nel primo semestre, sia dal rallentamento del commercio mondiale connesso alla riduzione dell’attività economica nei paesi emergenti avvenuto nella seconda parte dell’anno.

Dopo un temporaneo arretramento avvenuto nei primi mesi del 2015, i consumi hanno mostrato una accelerazione nei trimestri successivi come conseguenza in parte dell’effettivo miglioramento delle condizioni nel mercato del lavoro, in parte di un recupero di fiducia sulla situazione prospettica. Complessivamente i consumi delle famiglie hanno registrato una crescita dello 0,9%. Dopo un lungo periodo di contrazione degli investimenti, nel 2015 si sono manifestati anche segnali di ripresa del processo di accumulazione del capitale che ha posto fine a una lunga e profonda fase di contrazione iniziata nel 2008.

Nel 2015 gli investimenti fissi lordi hanno, infatti, registrato una crescita dell’0,8%: tale dinamica positiva è dovuta principalmente alla componente dei mezzi di trasporto mentre sia quella dei macchinari e delle attrezzature che quella delle costruzioni hanno manifestato i primi segnali di recupero.

Con il miglioramento dell’attività economica, l’occupazione ha iniziato ad aumentare - grazie anche agli effetti positivi della decontribuzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato - invertendo così la dinamica fortemente negativa degli ultimi anni, che aveva colpito con particolare riferimento la componente giovanile. Di conseguenza il tasso di disoccupazione si è ridotto dal 12,7% (2014) all’11,9% (2015).

In ultimo, da sottolineare come i fattori esterni - e in particolare le diminuzioni delle quotazioni del petrolio – abbiano continuato a condizionare gli sviluppi dei prezzi in tutte le diverse fasi della loro formazione, mantenendo l’inflazione al consumo su valori vicini allo zero (0,1%).

In un quadro complessivamente positivo, il trend più confortante è registrato dal comparto dei prodotti di automedicazione (+6,3%), il cui risultato migliora ulteriormente i dati del biennio precedente, quando oltre ad essere il segmento più dinamico, era stato uno dei pochi con un trend crescente.

Si conferma, pertanto, uno degli orientamenti di consumo principali degli ultimi anni: l’attenzione verso la cura e la prevenzione, che rientrano in un concetto più ampio di benessere fisico e mentale.

Il secondo segmento, in termini di trend di crescita, è quello dei giocattoli, che già dallo scorso anno era riuscito ad invertire la pesante flessione degli anni precedenti. Si tratta, tuttavia, del segmento meno rilevante in termini di giro d’affari e pertanto le cifre sono marginali, se si considerano i consumi complessivi. differente è la situazione del settore dell’elettronica di consumo (+5,0%), che dopo avere attenuato la flessione dell’anno precedente, nel 2015 è riuscito ad invertire con decisione la rotta, almeno in termini di valori.

In generale la spesa dei beni durevoli per la casa ha mostrato una reale ripresa, anche se più contenuta rispetto alla spesa in beni legati alla mobilità. ai prodotti elettronici si aggiungono, infatti, i mobili (+1,3%), i casalinghi (+0,8%) e il mondo del bricolage (+0,8%). Tra i settori più performanti, legati ai consumi per la persona, si annoverano i segmenti dei prodotti di ottica (+4,1%) e di profumeria (+3,6%).

Nell’ambito di una ripresa del clima di fiducia e delle disponibilità di spesa, seppur non eccessive, i consumatori hanno ricominciato a spendere per se stessi, trovando soluzioni per le proprie tasche in mercati dove le dinamiche distributive permettono di ridurre i prezzi medi di vendita e incrementare il volume degli acquisti.